Caldo estremo e sicurezza sul lavoro: nuove linee guida per proteggere i lavoratori

Con l’estate tornano temperature elevate che, anno dopo anno, diventano sempre più estreme. In questo scenario, la sicurezza sul lavoro deve affrontare un nemico invisibile ma concreto: il caldo eccessivo.
Lavorare in condizioni di forte calore, sia in ambienti esterni che interni non climatizzati, aumenta il rischio di infortuni, malori e patologie correlate. Secondo le nuove Linee di indirizzo 2025 pubblicate dalla Conferenza delle Regioni, si impone oggi un approccio sistemico e proattivo alla prevenzione.
- Un rischio che non si può più ignorare
L’esposizione a calore e radiazione solare è da considerarsi un rischio a tutti gli effetti, da valutare nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e da gestire secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/08.
Tra le condizioni patologiche correlate troviamo:
- Crampi e squilibri idrominerali
- Esaurimento da calore
- Colpo di calore (emergenza medica)
- Eritemi e danni oculari da esposizione UV
- Misure di prevenzione raccomandate
Le Linee guida propongono un insieme di azioni organizzative, tecniche e formative per tutelare i lavoratori:
- Riorganizzazione dei turni: evitare le ore più calde o prevedere rotazioni del personale
- Disponibilità di acqua fresca e pause regolari in zone ombreggiate
- Abbigliamento e DPI idonei, traspiranti e protettivi contro i raggi UV
- Formazione multilingue sui rischi da caldo e sulle misure di emergenza
- Sorveglianza sanitaria mirata, con attenzione ai lavoratori fragili
- Monitoraggio degli indici microclimatici (WBGT, PHS) e uso di strumenti previsionali (es. Worklimate)
- Il focus su edilizia, agricoltura e logistica
Particolare attenzione è rivolta ai settori più esposti:
- Edilizia: i cantieri devono integrare nel POS misure specifiche per prevenire lo stress termico.
- Agricoltura: i lavoratori stagionali devono ricevere informazione preventiva e dispositivi adeguati.
- Logistica: i magazzini senza climatizzazione possono diventare ambienti critici, con necessità di azioni correttive organizzative e tecniche.
Conclusioni
Il datore di lavoro ha la responsabilità di valutare e gestire questi rischi, integrando nei documenti obbligatori (DUVRI, POS, DVR) le misure indicate. In caso di lavorazioni in appalto, è essenziale una corretta coordinazione tra imprese.
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