Oltre l’errore umano: il ruolo invisibile dell’organizzazione negli incidenti

Nel mondo della sicurezza sul lavoro, spesso si tende ad attribuire la causa di un incidente a un singolo errore umano. Ma questa visione rischia di distogliere l’attenzione dalle vere dinamiche sistemiche che contribuiscono agli eventi indesiderati.
- Il modello Swiss Cheese: una nuova prospettiva sull’errore
James Reason, psicologo e ricercatore britannico, ha sviluppato il celebre modello del "formaggio svizzero" (Swiss Cheese Model), che descrive la sicurezza come un insieme di barriere o difese che separano i rischi dai danni. Ogni barriera, tuttavia, può avere delle "falle", esattamente come le fette di un formaggio svizzero. Quando queste falle si allineano, un errore può attraversare tutti i livelli di difesa e causare un incidente.
Questo approccio ci invita a non fermarci al gesto dell’operatore, ma a indagare l’intero sistema organizzativo, identificando le cause latenti che rendono possibile l’errore.
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Active errors e latent conditions: qual è la differenza?
Nel modello di Reason, gli errori si dividono in due categorie fondamentali:
- Active Errors: sono gli errori attivi, commessi da operatori "in prima linea" (ad esempio un tecnico, un autista, un magazziniere). Si manifestano immediatamente e spesso hanno conseguenze dirette e visibili.
- Latent Conditions: sono le condizioni latenti, cioè debolezze del sistema che spesso restano invisibili fino a quando non contribuiscono a un incidente. Esempi comuni includono carenze nella formazione, turni eccessivamente lunghi, procedure poco chiare, manutenzione inadeguata, errori di progettazione o cultura aziendale permissiva rispetto alla sicurezza.
Le latent conditions non causano direttamente l’incidente, ma creano il contesto in cui l’errore attivo diventa possibile.
3. Perché è cruciale riconoscere le latent conditions
imitarsi a "colpevolizzare" l’operatore che ha commesso l’errore significa ignorare le responsabilità organizzative e perdere l’occasione di apportare miglioramenti strutturali. In un contesto ad alta complessità, dove convivenza tra uomo e macchina, automazione e dinamiche operative complesse sono all’ordine del giorno, la gestione delle condizioni latenti diventa un elemento centrale nella strategia di prevenzione.
4. Dalla teoria alla pratica: come intervenire
In IS&FM effettuiamo percorsi di analisi del rischio, formazione e consulenza operativa. Lavoriamo per aiutare le aziende a:
- Riconoscere e mappare le latent conditions presenti nei processi produttivi e organizzativi
- Migliorare la progettazione delle interfacce uomo-macchina
- Rafforzare la cultura della sicurezza e la comunicazione interna
- Sviluppare percorsi formativi che vadano oltre la mera compliance normativa
L’obiettivo non è “trovare il colpevole”, ma costruire sistemi resilienti, capaci di prevenire l’errore o di attenuarne gli effetti.
Conclusioni
Il modello di James Reason ci ricorda che la sicurezza non è mai il risultato del solo comportamento individuale, ma è una responsabilità condivisa e sistemica. Solo indagando le radici profonde degli incidenti — le latent conditions — possiamo progettare ambienti di lavoro più sicuri, affidabili e sostenibili nel tempo.
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